Visualizzazione post con etichetta Mario Bozzi Sentieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mario Bozzi Sentieri. Mostra tutti i post

giovedì 21 gennaio 2021

LA SFIDA DELLA SOLITUDINE. RITROVARE I VALORI IDENTITARI PER COSTRUIRE UN NUOVO COMUNITARISMO di Mario Bozzi Sentieri

Siamo nel “secolo della solitudine” ? L’immagine indubbiamente suggestiva  è di Noreena Hertz, economista e saggista inglese, autrice del libro The lonely Century: How Isolation Imperils Our Future, appena uscito in lingua inglese. Come anticipato da “la Repubblica”, in un’intervista alla Hertz , la denuncia verso “le perversioni del capitalismo e dell’individualismo” e la perdita del senso di comunità e di aggregazione, come i partiti, i  sindacati ed i quartieri (oggi in preda al multiculturismo d’importazione) favoriscono il legame tra solitudine, populismi ed estrema destra, facendo loro guadagnare consensi. Secondo la  Hertz il consenso a Jean-Marie Le Pen sarebbe molto alto tra le persone solitarie o abbandonate. Stesso discorso per i sostenitori del Pvv olandese, Donald Trump, Matteo Salvini.

“Buttarla in politica” rischia però di ingenerare qualche confusione. Così come confondere aspetti patologici, cause reali e possibili palliativi. La questione è evidentemente più complessa, con risvolti a dir poco inquietanti e non solo per  la sanità americana e per quella britannica, dove le conseguenze fisiche e mentali della solitudine gravano sui rispettivi bilanci con importi miliardari.

A New York  molti professionisti stanno dilapidando  i loro  patrimoni per affittare “amici a pagamento” (tariffa oraria quaranta dollari) in grado di alleviare lo stress da solitudine. Gli psicofarmaci vanno per la maggiore.  In gran Bretagna il sessanta per cento degli impiegati non si rivolge la parola e tre quarti dei cittadini non conoscono il nome del proprio vicino. L’ex premier Theresa May, nel 2018, aveva creato perfino un sottosegretariato alla solitudine. Ma senza risultati.

Come ha notato Noreena Hertz, in un incontro presso la stampa estera di Londra  “Non basta una nuova istituzione per sconfiggere il problema. La solitudine fa parte di un ecosistema e deriva da cause strutturali. E’ inutile creare una posizione ad hoc se allo stesso tempo il governo decide di chiudere le biblioteche comunali e tagliare i centri ricreativi che forniscono un sostegno a molte persone”.

I numeri – del resto – delineano un fenomeno diffuso, che dai Paesi nordici ha invaso anche l'Italia. Nel Regno Unito oltre 1,2 milioni di persone soffre di solitudine cronica. Ma secondo le rivelazioni di Eurostat  secondo le rilevazioni Eurostat, il, il 13 per cento degli italiani non ha nessuno a cui rivolgersi in un momento di difficoltà e il 12% non sa con chi confidarsi. Sono numeri che l'emergenza Covid ha reso ancora più rilevanti.

La solitudine non è però solo figlia di questo nostro tempo, fatto di virus, di lockdown, di smart working.  Essa appartiene piuttosto all’ideologia individualista che ha informato l’ultimo ventennio del Novecento, proiettando le sue ombre sul Terzo Millennio. E’ molto più di un sistema economico. E’ una mentalità che ha permeato i popoli, destrutturando le società ed uccidendo la politica. I “palliativi” – come visto – servono a poco, laddove la questione ha i tratti di una crisi che richiede risposte complesse, in grado di articolare adeguate contromisure.

Non a caso Zygmunt Bauman, il teorico della modernità liquida, segnata dall’incertezza, dalla precarietà, dall’isolamento, ha evidenziato il riemergere della voglia di “communitas”, costruita sui rapporti interpersonali e sul contatto diretto tra le persone  (così come teorizzato, alla fine del XIX secolo, da Ferdinand Tönnies) seppure declinata con la "societas", strutturata sui rapporti a distanza.

In questo contesto il “nemico principale” sono soprattutto  i processi di disintermediazione attraverso i quali si è realizzato il depotenziamento dei corpi intermedi. Alla base di questi processi  l’idea che  l’individuo sia  il migliore giudice di sé stesso e dunque non abbia  bisogno di “intermediari”, sia in campo politico che sociale e culturale. Il  singolo è  così decontestualizzato rispetto alle appartenenze sociali (familiari, territoriali, aziendali, di categoria), diventando il figlio di una società in cui a dettare legge sono  l’individualismo e lo sradicamento. Con il risultato di  trasformare la solitudine in un tema politico, a tal punto significativo da spingere ad intitolare questo nostro secolo alla solitudine.

L’ augurio ovviamente è che ciò non accada. Di ben altre suggestioni abbiamo bisogno e di ben altre speranze, per uscire da questo lockdown psicologico. Soprattutto di risposte ad una domanda di appartenenza che va ricostruita in ragione di rinnovati valori fondanti, incardinato storicamente intorno all'idea di famiglia, di Patria, di solidarierà sociale. Più che di palliativi c'è insomma bisogno di esempi e di una nuova consapevolezza collettiva, intorno a cui "ritrovarsi". E quindi ben al di là della politica, di una nuova metapolitica, in grado di promuovere e rendere concreta una visione della vita e del mondo alternativa a quella corrente.

 

venerdì 18 dicembre 2020

ARTICOLI

In questa Pagina trovano posto articoli di grande interesse suddivisi secondo l'argomento trattato.

ATTUALITA'

CONTRO LA FILOSOFIA DEL NULLA di Alberto Rosselli

NON PUO' ESSERE PIU' BUIO CHE A MEZZANOTTE di Roberto Pecchioli

IL VACCINO E' SICURO. LO DICE L'EMA di Rino Tartaglino 

DITTATURA DIGITALE, DITTATURA PERFETTA di Roberto Pecchioli

LA CRISI D'IDENTITA' DELL'OCCIDENTE di Dionisio di Francescantonio

CHI HA PAURA DI CRISTOFORO COLOMBO? di Mario Bozzi Sentieri

PASSATO PRESENTE FUTURO di Rosa Elisa Giangoia

C'E' UNA STRADA NEL BOSCO di Roberto Pecchioli

VERSO IL NUOVO ORDINE MONDIALE di Rino Tartaglino

L'INCOSCIENZA DI ZENO di Roberto Pecchioli

L'EUROPA ALLA DERIVA: QUANDO IL LAICISMO SI FA RELIGIONE di Alberto Rosselli 

JEFF BEZOS HA UN PIANO...  di Roberto Pecchioli

ALLA RICERCA DELL'UOMO PERDUTO NEL GRANDE RESET di Mario Bozzi Sentieri

L'INVERNO DEL NOSTRO SCONTENTO di Roberto Pecchioli

IL GLOBALISMO GRACILE di Roberto Pecchioli

L'ERA DEL PROCIONE, L'ANNO DEL CONIGLIO di Roberto Pecchioli

CE LA FAREMO AD USCIRE DALLA CRISI? di Rino Tartaglino

LA CANCELLAZIONE DELLA MEMORIA di Roberto Pecchioli

IMAGE. L'INNO DEL GLOBALISMO NICHILISTA HA 50 ANNI di Roberto Pecchioli

ARGOMENTI SOCIALI

IL COVID HA SMASCHERATO CHI HA DISTRUTTO LA SCUOLA di Suor Anna Monia Alfieri

FAMIGLIA: INGEGNERIA SOCIALE O BOMBARDAMENTO?  di Roberto Pecchioli

LA SFIDA DELLA SOLITUDINE di Mario Bozzi Sentieri 

STORIA

ISLAM E OCCIDENTE: DUE MODI DIVERSI DI CONCEPIRE LA VITA di Alberto Rosselli

AFFINITA' TRA COMUNISMO E NAZISMO di Dionisio di Francescantonio

LA DAMNATIO MEMORIAE di Roberto Pecchioli

L'UNIVERSO CONCENTRAZIONARIO DEI GULAG SOVIETICI di Dionisio di Francescantonio

LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLA FEDE di Fabrizio Fratus 

L'ACCOGLIENZA DELLO STRANIERO SECONDO SAN TOMMASO D'AQUINO di Alberto Rosselli

ARTE

ARTE POVERA E ALTRE IMPOSTURE di Dionisio di Francescantonio